Una storia tutta italiana

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A me spaventa solo il lavaggio del cervello che subiscono molti nell’ambito di determinate formazioni professionali. Esiste una modalità di insegnamento distorto parallelo ai dettami corretti di preparazione che dovrebbero forgiare gli uomini al servizio dello Stato. Alcuni dimenticano che il giuramento che fanno é sopratutto rilegato alla difesa dei cittadini, dello Stato appunto, e alla Diaz quella notte in buona parte erano cittadini onesti; dimostranti di disaggi e di problematiche sociali ma pur sempre cittadini. Anche il Black Block lo erano e lo sono, erano e sono cittadini Europei nati da esigenze e da circostanze che si creano nelle società mal governate etc. Loro invece entrarono nella struttura convinti che dentro c’erano solo criminali da abbattere e neutralizzare, come fossa un’affare personale, o per lo meno, un’affare di appartena a un cerchio ristretto di persone, a una categoria, una categoria che ha fatto passare in secondo piano lo spirito di servizio che dovrebbe rappresentare la giustizia in nome di un popolo, di tutti i cittadini, dovrebbe rappresentare alla lettera lo Stato appunto. lo hanno fatto con odio e violenza sproporzionata. Una storia sbagliata, una storia italiana.
All’epoca il Ministro dell’interno era Maroni, vice presidente del consiglio Gianfranco Fini, presidente del Consiglio Silvio Berlusconi..
C’é molto di Destra, direi di estrema destra in questa storia. Per chi votò, e per chi vota il poliziotto chiacchierato in questi giorni non fa storia, gli altri si, e sono i responsabili, sono i mandanti..
La lista é lunga durante quella legislatura: pastori Sardi, pensionati studenti, lavoratori. Anche gli invalidi sulla sedia a rotelle con loro rischiarono grosso quando manifestarono i loro disagi…
La mano nella coscienza é d’obbligo!

http://www.direttanews.it/2015/04/15/il-poliziotto-della-diaz-sono-stato-frainteso/

Diario quotidiano – Atto gravissimo, il M5S abbandona la commissione finanze

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Carla Ruocco

Carissimi,

Il diario del M5S di Carla Ruoccononostante il caldo e il conto alla rovescia per le ferie (almeno di noi parlamentari) nulla cambia. Le classi dirigenti di questo Paese sono talmente ingessate che, nonostante tutto, diventano stucchevolmente prevedibili in ogni contesto. Da una parte i giornalisti, dall’altra il Governo e la maggioranza. Sebbene ovviamente non si tratti di due insiemi compatti, nel loro insieme sono aggregati e talmente consolidati da riprodurre continuamente i soliti comportamenti, figli di un modo di pensare ormai trapassato. Oggi parleremo di loro, del loro atteggiamento, figlio di una visione della politica talmente calcificata da risultare obsoleta e dannosa per il Paese

Partiamo dai giornalisti. Oggi pomeriggio sono cominciati a comparire ovunque titoloni perentori: Grillo, mai col Pd. Io continuo a meravigliarmi del fatto che la coerenza in Italia possa essere talmente inusuale da meritare questo continuo stupore. Capirei se avessimo a che fare con il Pdl che, pur dicendo di…

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